Il calcio è un’equazione che non torna mai per chi si accontenta dei se  e dei ma. La sconfitta con la Sampdoria è un po’ il manifesto del vorrei ma non posso:  uscire dal campo con i complimenti degli avversari e zero punti in tasca è l'esercizio di stile più inutile del campionato. Il Modena oggi scivola all'ottavo posto, l'ultimo vagone del treno playoff, ma la sensazione è che il ghiaccio sotto i piedi si stia facendo pericolosamente sottile.

C’è un dato che urla vendetta: dal 2 novembre il Braglia non festeggia una vittoria. Tre mesi di digiuno casalingo sono un’eternità per chiunque abbia ambizioni che vadano oltre una salvezza tranquilla. La casa dei gialli, che dovrebbe essere un fortino, è diventata terra di conquista o, peggio, di rimpianti. La barra va tenuta dritta, certo, ma per farlo serve che qualcuno afferri il timone con mani più ferme.

Il mercato si è chiuso e ha lasciato in dote una gestione psicologica non banale. Ci sono giocatori che avevano già la valigia in mano e che ora devono ritrovare il senso di appartenenza a una maglia che, fino a pochi giorni fa, sembrava stargli stretta. Lavorando sempre di più e alzando i giri del motore il Modena ha le risorse avere una rabbia agonistica maggiore.

In questo scenario, la trasferta di Venezia cade a fagiolo. Giocare subito è una manna dal cielo perché offre subito l’occasione per il riscatto.  . In laguna non servirà il calcio dei punti ai punti: servirà il cinismo di chi sa che la classifica non aspetta. Il Modena è al bivio di decidere su cosa fare da grande, ricordando che nel calcio non sempre 2+2 fa 4. 

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Sezione: Editoriale / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 12:00
Autore: Antonio Vistocco
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