Dopo settimane opache, il Modena sembra aver finalmente trovato la propria bussola. I quattro punti raccolti tra la trasferta di Pescara e il pareggio interno contro il Palermo non sono solo fieno in cascina: sono la prova che la cura della solidità sta funzionando. Due risultati utili consecutivi e, soprattutto, due clean sheet rappresentano una boccata d'ossigeno per una difesa che troppo spesso, in passato, aveva mostrato crepe evitabili.

La classifica non aspetta.  La marcia dei canarini li vede ora stabilmente nel cuore della lotta play-off. La classifica però è corta e non concede distrazioni.  Il Cesena è lì, a un solo punto di distanza, un miraggio quasi a portata di mano. Catanzaro e Juve Stabia non accennano a frenare e spingono forte da dietro, rendendo ogni passo falso potenzialmente fatale.

Il tabù delle grandi.  Nonostante il ritrovato equilibrio, c'è un dato che continua a pesare come un macigno sulle ambizioni della squadra: il Modena non ha mai vinto contro una formazione che la precede in graduatoria. È questo il vero limite tra una stagione da onesti comprimari e una da protagonisti assoluti. La squadra di Sottil ha imparato a non cadere, a soffrire e a proteggere la propria porta, ma manca ancora quell'acuto di personalità necessario per battere le dirette concorrenti. Pareggiare con il Palermo è un segnale di tenuta, ma per sognare davvero i play-off occorre quel killer instinct. che finora è mancato nei grandi appuntamenti.

L'analisi. La solidità difensiva è la base su cui costruire, ma per superare l'esame di maturità i gialloblù devono smettere di essere belli ma timid" contro le big. Il talento c'è, la grinta di Sottil pure; ora serve il coraggio di osare quando l'asticella si alza.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 19:38
Autore: Antonio Vistocco
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