Diciamo la verità, la famiglia Rivetti è riuscita a stimolare grande  curiosità attorno ad un nuovo progetto che, per ora, si nasconde tra le pieghe di una stagione ancora in fase di decollo.

Con la ferita che ancora brucia per l’uscita di scena, non sorprendente, di Attilio Tesser, il nuovo che avanza nasce sotto l’ala di Paolo Bianco, 45 anni. Ho avuto modo di testarne la sua sensibilità, la serietà e il desiderio di mettersi in gioco. 

Una persona per bene, insomma, ma ovviamente non basta per affermarsi in un ruolo così importante.

Tanta gavetta alle spalle, la voglia di fare un passo alla volta imparando da bravi maestri, questa è la base del suo percorso professionale.

Parli con un tifoso gialloblù e l’espressione è sempre la stessa. Bianco? Vediamo. Giudizio sospeso e non potrebbe essere diversamente. Lo stesso che pensiamo animi il patron Rivetti il quale si è fidato dei suggerimenti del d.s. Vaira per aprire una strada nuova. E come tale da accettare senza pregiudizi.

Tutti, nel nostro lavoro, abbiamo affrontato per la prima volta una nuova sfida. Quindi guai definire quella di Bianco una scommessa persa in partenza.

Molto dipenderà anche dal materiale umano che gli verrà messo a disposizione. Il Modena ha già 5 nomi nuovi della prossima rosa già ingaggiati da tempo (Manconi, Guibre, Cotali, Cauz e Bozhanaj) mentre si possono immaginare quelli che saranno confermati. Mancano però ancora i colpi importanti, quelli che possono contribuire a  lievitare il livello della rosa, gli stessi di cui Bianco avrà bisogno per dare ai canarini un volto più competitivo rispetto all’ultima stagione.

Solo il tempo dirà se questa rivoluzione porterà i risultati sperati. Per ora ogni giudizio è sospeso. 

Il mondo del calcio va sempre di fretta e anche a questa regola non si sottrae l’ambiente canarino che sogna una stagione non più all’insegna del ‘dobbiamo solo salvarci’.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 29 giugno 2023 alle 17:20
Autore: Paolo Reggianini
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