Cinque anni fa, l’arrivo della famiglia Rivetti a Modena è stato accompagnato da un messaggio nitido, quasi un manifesto programmatico: "Faremo un calcio sostenibile". A distanza di tempo, quella frase non è più solo una dichiarazione d’intenti, ma la pietra angolare su cui poggia l’intero edificio gialloblù.

Molti, in passato, hanno interpretato erroneamente la parola sostenibile come sinonimo di austerità o assenza di ambizioni. La realtà di Modena dimostra l’esatto opposto. Sostenibilità, nella visione dei Rivetti, significa investire con intelligenza. È il rifiuto di una gestione che vede i capitali sudati e frutto di una storia imprenditoriale illuminata gettati via senza criterio. È, al contrario, la volontà ferrea di costruire fondamenta solide, dove ogni euro speso ha una finalità progettuale chiara, seria e, soprattutto, futuribile.

La strategia di mercato riflette perfettamente questa filosofia. Il Modena non si limita a comprare calciatori, ma coltiva risorse. L'innesto di profili come Manquant, Bacchin, Montevago, Consiglio e Odero non è frutto del caso né una scommessa azzardata. Si tratta di giovani di talento, inseriti in un contesto di Serie B ideale per la loro crescita tecnica e umana.

Questi ragazzi rappresentano il perfetto punto di equilibrio tra le necessità immediate del campo e la visione a lungo termine della società.  Garantiscono freschezza e prospettiva alla rosa,  sono investimenti che, attraverso il lavoro quotidiano, maturano fino a diventare plusvalenze fondamentali per la salute economica del club.

Il percorso tracciato dai Rivetti è un cammino misurato un passo alla volta, dove ci sono i calciatori di prospettiva, necessariamente arriveranno anche i calciatori esperti  per bilanciare la squadra e garantire competitività nell'immediato.

Non ci sono fuochi d'artificio né follie dettate dalla fretta. Il Modena sta costruendo qualcosa di duraturo, dove il valore del club non è dato solo dalla classifica del momento, ma dalla solidità di una struttura che si prepara a guardare lontano. Perché, in un calcio spesso ostaggio dell'improvvisazione, la famiglia Rivetti sceglie di mettere la firma su un progetto che ha il volto, e la forza, della serietà. Arriverà anche la serie A. Questa non è una promessa fatta dalla proprietà, ma qualcosa che diventerà certezza. 

Sezione: Editoriale / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 10:46
Autore: Antonio Vistocco
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