È una mossa coraggiosa, di quelle che spaccano in due la tifoseria ma che portano una ventata di aria fresca in un campionato spesso troppo conservatore come la Serie B. La scelta di Daniele Galloppa traccia una linea netta con il passato.

Passare da un profilo esperto come Sottil a Galloppa significa voler dominare il gioco attraverso la freschezza tattica. Contrattualizzare un allenatore che ha appena trionfato con la Primavera della Fiorentina, dimostra la chiara volontà di valorizzare i giovani in rosa, unendo la sostenibilità economica all'ambizione sportiva.

L’operazione Galloppa assomiglia a quella fatta di recente da club come Ajax, Nizza e Porto che hanno messo in panchina Francesco Farioli; non un grande nome, ma un giovane allenatore con grandi capacità.

L'arrivo di Nereo Bonato come direttore sportivo è il perfetto contrappeso all'esordio di Galloppa. Bonato porta con sé quell'esperienza, concretezza e punti ideali per proteggere un tecnico giovane nei momenti di fisiologica flessione che una stagione di Serie B comporta. Meglio l’usato sicuro Bonato rispetto alle idee di Lovisa, quest’ultimo poteva arrivare in coppia con Abate, ma non se n’è fatto nulla.

Il campionato si preannuncia una savana, con corazzate del calibro di Pisa, Verona, Cremonese, Palermo e l'outsider Catanzaro. Il Modena decide di non sfidarle sul piano degli investimenti folli, ma su quello dell'organizzazione e dell'entusiasmo. Nella corsa per la serie A diretta ci sono anche i canarini.

Il progetto triennale dà a Galloppa il tempo di sbagliare, imparare e plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza. Il rischio c'è, ed è innegabile, ma la Serie B insegna che spesso chi ha il coraggio di osare e di rompere gli schemi finisce per prendersi le soddisfazioni più grandi. Galloppa può essere il nuovo Farioli, e il Modena è pronto a farsi guidare da un allenatore capace di vincere l’ultimo scudetto Primavera non da favorito. 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 12 giugno 2026 alle 09:59
Autore: Antonio Vistocco
vedi letture