È una di quelle storie che riconciliano con il lato più puro dello sport. In un calcio dove spesso dominano i malumori per il mancato impiego o le distrazioni del calciomercato, Matteo Cotali rappresenta la figura del professionista silenzioso.

Il suo impatto nella sfida playoff è significativo per diversi motivi.  Farsi trovare pronti a freddo, subentrando a causa di un forfait dell'ultimo secondo (???) come quello di Zanimacchia, richiede una forza psicologica non comune. Non c'è tempo per la tensione, solo per l'azione.

Essere stati ai margini del progetto,  in naftalina,  e rispondere con una prestazione di livello significa aver continuato ad allenarsi al massimo ogni singolo giorno, rispettando i compagni e la maglia.

Matteo dimostra  che la gerarchia del campo è fluida e che la serietà, alla lunga, paga sempre.

Il calcio ha bisogno di questi eroi per caso che, in realtà, di casuale hanno ben poco: dietro quella titolarità improvvisa ci sono mesi di sacrifici lontano dai riflettori. Un vero esempio di attaccamento e dignità professionale. Chapeau, davvero.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 12 maggio 2026 alle 20:40
Autore: Andrea Peretti
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