Se fuori dal campo Andrea Catellani è l’architetto del progetto, capace di disegnare trame societarie con precisione millimetrica, sul terreno di gioco Andrea Sottil è il capocantiere che trasforma i disegni in cemento armato. La sua grinta in panchina è roba da lustrarsi gli occhi: un’energia cinetica che sembra trasmettersi per osmosi ai suoi undici in campo.

Quando dirige la squadra, Sottil evoca quel carisma feroce che è sintesi perfetta tra la fame di un Antonio Conte e la solidità tattica di un Paolo Vanoli. Il suo 3-5-2 non è solo un modulo, è un marchio di fabbrica, un dogma che non ammette deroghe ma che sa adattarsi alle pieghe del match con un'intelligenza fuori dal comune.

Se oggi i gialli sono in piena lotta per il quinto posto, con entrambi i piedi piantati nel terreno dei play-off, il merito è di questo allenatore integralista nel senso più nobile del termine: uno che non usa parafrasi, che va dritto al punto e che preferisce la sostanza del risultato ai voli pindarici della retorica.

In questi mesi è nato ufficialmente il SottilBall: un mix di pressione alta, ripartenze letali e una coesione difensiva che toglie il fiato agli avversari. Una squadra che sta facendo sognare i tifosi, una piazza che ora respira un’aria diversa, carica di ambizione. Questo Modena non si pone più limiti né obiettivi minimi, perché quando la concretezza incontra la passione, si può davvero arrivare ovunque. Anche in serie A. 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 10:51
Autore: Antonio Vistocco
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