Nel calcio moderno si tende spesso a dimenticare il punto di partenza, cedendo alla tentazione del tutto e subito o lasciandosi condizionare eccessivamente dalle battute d'arresto finali.

La continuità aziendale e tecnica è un valore sottovalutato: un allenatore che conosce già l'ambiente, i punti di forza e le fragilità del gruppo ha un vantaggio enorme nell'impostare la stagione successiva. Inoltre, la valorizzazione dei giovani è un asset economico e tecnico fondamentale per la crescita sostenibile di una società.

Cambiare guida significa inevitabilmente resettare i codici tattici e umani, accettando il rischio di un periodo di transizione che non sempre porta ai risultati sperati. Giudicare un'annata solo flessione fisiologica dell'ultimo mese rischia di cancellare mesi di lavoro straordinario e le solide basi gettate per il futuro.

Oggi cambiare Sottil è un rischio che il Modena non dovrebbe correre, per ricominciare tutto da capo, si andrebbe incontro al sesto allenatore in sei stagioni con il solo Attilio Tesser ad averne fatte due intere. Anche questo aspetto merita una riflessione. Sottil il suo l’ha fatto, e potrebbe ancora farlo con rinnovate ambizioni.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 22 maggio 2026 alle 10:57
Autore: Andrea Peretti
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