Il calcio moderno, si sa, vive di equilibri sottili tra bilanci e risultati sul campo. Ma c’è una ricetta che non passa mai di moda e che oggi, in casa gialloblù, ha un nome e un cognome ben precisi: Samuel Wiafe.

Scoperto dall'occhio clinico di Mauro Melotti durante la sua gestione del settore giovanile, Wiafe rappresenta il prototipo del calciatore moderno che il club del presidente Rivetti intende promuovere. Non è solo una questione di anagrafe, ma di attitudine. In questo ultimo periodo, il giovanissimo talento ha dimostrato di non sentire il peso della maglia, confermando che la qualità non ha età se supportata dal giusto ambiente.

Le caratteristiche di Wiafe sono balzate agli occhi di tutti: una tecnica individuale sopraffina abbinata a uno strapotere fisico che gli permette di dominare i duelli individuali. Ma è il coraggio a fare la differenza. La sua facilità di inserimento lo rende un pericolo costante per le difese avversarie; non è un caso che il gol del vantaggio contro lo Spezia sia nato proprio da una sua giocata, un lampo che ha aperto il punteggio.

Il messaggio che arriva dal campo è chiaro: i giovani devono avere le loro chance. Esiste spesso il timore di bruciareì i talenti, ma la storia di Wiafe insegna che il vero rischio è non farli giocare.

Il calcio è sostenibilità, è trovare le risorse con le idee e il frutto del proprio lavoro.

Wiafe è solo il primo di una serie di profili che la società spera di stabilizzare in prima squadra. In un mercato sempre più inflazionato, produrre talenti in casa non è solo una scelta romantica, ma una necessità strategica. A Samuel non manca nulla per sfondare,  ha i mezzi, ha la testa e ora ha anche lo spazio per dimostrarlo. Tanti piccoli Wiafe cresceranno, su questo c’è da scommetterci.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 22:35
Autore: Antonio Vistocco
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