L'adrenalina del gol è una scarica potente, ma la differenza tra un buon giocatore e un leader sta nella capacità di mantenere la connessione cerebrale anche nei momenti di massima euforia. Il caso di Ambrosino è  l'esempio perfetto del danno collaterale. Un’espulsione per doppia ammonizione, la prima nata da un eccesso di esultanza, la seconda un fallo evitabile, e forse la panchina poteva intervenire per evitare il secondo giallo.

Zampano ha fatto uguale, è  andata bene, ma il rischio resta. Un difensore o un esterno ammonito gioca con il freno a mano tirato per il resto della gara, temendo il secondo giallo a ogni contrasto o intervento tattico. Anche in questo caso poteva esserci una sostituzione preventiva.

Nonostante il regolamento parli chiaro da anni, i giocatori continuano a cadere in questo errore. Spesso è un desiderio inconscio di "mettere la firma" sul momento, di apparire nelle foto iconiche della partita. Ma, come dici tu, questi dettagli fanno la differenza.

In una squadra che punta alla solidità e alla crescita, la disciplina nell'esultanza deve diventare un automatismo. Gli sforzi della società e il calore del pubblico meritano una squadra che resti in undici fino al fischio finale. Un gol deve essere un vantaggio, non l'inizio di un problema tattico.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 11:34
Autore: Andrea Peretti
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