Il derby contro il Cesena ha consegnato agli archivi un punto che muove la classifica e interrompe l'emorragia, ma lascia in dote un retrogusto amaro. In una settimana da tre partite, la stanchezza può essere un alibi parziale, ma non nasconde il problema strutturale di una squadra che sembra prigioniera di se stessa.

Il Modena di Sottil palleggia, cerca la trama, ma spesso finisce per specchiarsi troppo. Il giro palla, a tratti accademico, diventa un esercizio di stile che sbatte contro le difese schierate. Senza il guizzo, senza l'uno contro uno che rompe gli schemi, segnare diventa un’impresa titanica. E nel calcio i punti si pesano con i gol, non con le percentuali di passaggio riuscito.

Quale finale per i gialli? Il campionato non aspetta e la zona grigia è un terreno scivoloso. Questo Modena ha davanti a sé due strade: continuare a cullarsi in un gioco ordinato ma sterile, o rischiare qualcosa di più per finire la stagione in crescendo. La rincorsa ai playoff passa inevitabilmente da una metamorfosi offensiva. Perché se è vero che la difesa solida ti fa fare punti, è solo l'attacco che ti fa sognare in grande.

Il calcio è semplice: se non tiri, non segni. Se non segni, non vinci.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 20:03
Autore: Antonio Vistocco
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