La sconfitta contro il Padova non è un semplice incidente di percorso, ma una lezione collettiva che va metabolizzata in fretta. Se cercassimo un colpevole singolo, faremmo un torto alla realtà: quella vista al Braglia è stata, a tutti gli effetti, una sconfitta di squadra.
Il peccato originale risiede in quell'approccio molle, quasi rassegnato, che ha portato a regalare l'intero primo tempo agli avversari. In certi campionati, e contro avversari di questo calibro, non puoi permetterti di scendere in campo con il freno a mano tirato. Il Padova ha ringraziato, ha preso le misure e ha colpito, banchettando sulle indecisioni di un gruppo che è sembrato smarrito proprio quando avrebbe dovuto mostrare i muscoli.
Il dato che preoccupa maggiormente, oltre all'atteggiamento, è l'aridità offensiva. Quando l'attacco non gira e gli attaccanti smettono di trovare la porta, la manovra diventa prevedibile e sterile. Ma è il bilancio tra le mura amiche a lasciare l'amaro in bocca: cinque sconfitte in casa sono troppe, decisamente troppe. Quello che dovrebbe essere il fortino si è trasformato in terra di conquista.
Non è il momento dei processi sommari, ma della consapevolezza. La classifica, per fortuna, parla ancora chiaro:
·Play-off: Il posto resta saldo, blindato dai punti accumulati finora.
·Calendario: mancano 11 partite al termine della regular season.
·Obiettivo: consolidare la posizione e ritrovare l'identità perduta.
Dai gialli, nelle prossime 11 partite ci sarà ancora molto da divertirsi.
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