C'è un filo invisibile che lega ogni modenese, un sentimento che matura durante l’inverno e sboccia quando il freddo di gennaio si fa più pungente. Passata l’euforia del Natale, l’attesa si sposta verso quella data segnata in rosso sul calendario del cuore: il 31 gennaio.

Non è solo una festa patronale; è l'appuntamento con la propria identità. È la giornata in cui San Geminiano, il Vescovo che protesse la città dalla nebbia e dalle invasioni, torna a camminare tra la sua gente.

Una Piazza, un Popolo

Dalle prime luci dell’alba, il profumo dei croccanti e delle frittelle avvolge la via Emilia, mentre il Duomo, meraviglioso scrigno di marmo bianco, apre le sue porte per mostrare il braccio del Santo. È un rito che si ripete da secoli: un incrocio solenne tra la fede profonda dei fedeli e la storia millenaria scritta sulle pietre della Ghirlandina.

Un Cuore Gialloblù

Ma la festa di San Geminiano è un mosaico dove ogni tessera ha il suo peso. Non c'è celebrazione senza quel brivido che corre lungo la schiena quando si scorgono i colori Gialloblù. La storia del Modena FC si intreccia indissolubilmente con quella della città: è lo spirito di chi non molla mai, la fierezza di un popolo che sa far festa allo stadio "Braglia" come sotto i portici del centro.

Essere modenesi oggi significa:

Onorare la tradizione, con un pensiero a chi ci ha preceduto.

Vivere la gioia della fiera, tra una chiacchiera e un assaggio di prodotti tipici.

Sentirsi parte di una comunità che, protetta dal mantello del suo Santo, guarda al futuro con la tenacia di chi ha radici forti.

Buon San Geminiano a tutti, tra fede, storia e quel battito d'ali gialloblù che non si ferma mai!

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 31 gennaio 2026 alle 00:26
Autore: Andrea Peretti
vedi letture
Print