C’è un’aria diversa sotto la Ghirlandina. Non è solo il profumo della primavera che anticipa i tempi, ma quell’elettricità che solo il grande calcio sa regalare. Il verdetto del Braglia è di quelli che lasciano il segno: Modena-Spezia 3-0. Un risultato netto, rotondo, quasi sfacciato per come è maturato contro una squadra che aveva appena battuto il Monza secondo.

Dopo settimane di nebbia e punti lasciati per strada, i gialli sono tornati a essere i gialli. Quelli della prima ora, quelli che aggredivano il campo con la bava alla bocca e una fluidità di manovra che sembrava smarrita nei meandri di un inverno complicato.

Il miracolo del Braglia non è stato un evento mistico, ma il ritorno di una simbiosi totale tra squadra e squadra. Contro lo Spezia si è rivista quella cattiveria agonistica che trasforma uno stadio in un tifo costante e assordante allo stesso tempo. Tre gol che pesano come macigni, tre schiaffi alle ambizioni  di tutte le avversarie-

Questi tre punti non sono "solo" ossigeno; sono carburante per un sogno che si chiama quinto posto. Il Modena ha dimostrato di avere non solo le gambe, ma soprattutto la testa per gestire partite dure come quella con lo Spezia.  

La domanda che tutti i tifosi si pongono ora è una sola: è tornato il Modena di inizio stagione? I segnali dicono di sì. La solidità difensiva, la rapidità nelle transizioni e quella capacità di colpire nel momento di massimo sforzo dell'avversario sono i marchi di fabbrica che avevano entusiasmato ad agosto.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 14 marzo 2026 alle 16:52
Autore: Antonio Vistocco
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