Conferenza stampa del presidente Maurizio Stirpe, stamane, in casa Frosinone. Confermato l'esonero di Vincenzo Vivarini.
“E’ la terza volta in pochi mesi che ci ritroviamo insieme, ne avrei fatto volentieri a meno. Spesso la vita ti pone davanti a ostacoli e difficoltà che bisogna superare, bisogna avere il senso di responsabilità per superare alcune situazioni. E bisogna provare a dare una risposta a tante domande che la gente si fa. A giugno abbiamo fissato gli obiettivi e nessuno ha mai parlato di promozione in Serie A o di campionato che avrebbero dovuto fare sfracelli, avevamo detto che l’obiettivo era ripartire con entusiasmo ed evitare di fare disastri. Siamo ripartiti da un allenatore che aveva fatto bene negli ultimi anni ed era ambito da alcune piazze di Serie A, abbiamo lottato molto per portarlo da noi. Il giorno dopo la retrocessione parlai con i calciatori per ringraziarli per la buona stagione fatta e per dirgli che chi aveva ambizioni diverse poteva fare scelte diverse e non rimanere. Questo è avvenuto e chi non se l’è sentita di rimanere è stato assecondato. Questo percorso non si fa automaticamente, non è il mercato delle figurine: ci sono dei tempi e certe scelte sono le conseguenze di quanto riuscite a realizzare sul mercato. Quando parlate di mercato in ritardo partite da un ragionamento sbagliato che vede la società come una mucca da mungere. I calciatori si dovrebbero prendere prima quando non sai se hai venduto i tuoi, lavorando con irrazionalità. A 66 anni non voglio essere irrazionale perché qualcuno mi prende per la giacca. Il mercato è stata una conseguenza delle scelte fatte dai calciatori che avevamo. Non ho gradito alcune cose che sono state scritte dalla stampa: se dobbiamo fare il calcio in modo populista ci state riuscendo. Non è questo un clima favorevole all’interno del quale si può operare. Si riparte dallo zoccolo duro dei calciatori che sono rimasti al quale abbiamo cercato di introdurre calciatori con prospettive, stesso progetto fatto negli ultimi anni. Il costo del personale di questa squadra è superiore del 15% del costo della squadra che ha vinto il campionato con Grosso. La società non ha badato a spese, ha portato avanti il suo programma. Il bilancio del Frosinone non può chiudere in perdita e non lo farà fin quando sarò io presidente, soprattuttoper i tifosi che non possono dipendere dall’umoralità della società. Le cose non sono andate nel modo che tutti auspicavamo. Evidentemente non si è creata l’empatia giusta tra il tecnico e la squadra, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. C’è un percorso che bisogna ricostruire e che bisogna rigenerare dando quella che voi chiamate scossa, io direi un’assunzione di responsabilità di tutti a partire dalla squadra. Spesso ho visto sul banco degli imputati l’allenatore, più raramente la squadra. Alcuni calciatori che erano qui anche nelle stagioni passate sono irriconoscibili, quindi sono i primi a doversi assumere le responsabilità perché sono loro che hanno scelto di rimanere qui. Questo non è avvenuto. Ci sono stati dei calciatori che sono arrivati qui e magari pensano che visto che vengono convocati dalle nazionali il loro compito è finito. Loro stanno qui perché devono dare un contributo alla causa, la convocazione è una conseguenza del buon lavoro che è stato fatto. C’è una mancata assimilazione di quello che è l’obiettivo dello stare a Frosinone. Poi ci sono stati gli infortuni, che secondo me ci hanno condizionato pesantemente perché hanno riguardato tutti calciatori importanti. Non ultimo Partipilo che lo perderemo per un paio di mesi, si è fratturato il piede. Molti di questi giocatori fondamentali lo scorso anno hanno subito infortuni importanti, alcuni ancora non hanno recuperato totalmente”.
Autore: Antonio Vistocco
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