L'esordio in Champions League, l'impatto di Antonio Conte, la continuità ritrovata a Modena e quel sogno che, per scaramanzia, è meglio non pronunciare troppo forte. Giuseppe Ambrosino è tornato bambino per un giorno, rispondendo alle domande dei giovanissimi calciatori delle squadre under 8, under 9 e under 10 del settore giovanile gialloblù. Un pomeriggio speciale, conclusosi con autografi e qualche palleggio in compagnia dei piccoli tifosi. "Rendere felici i bambini è qualcosa di stupendo," ha dichiarato ai microfoni di Futuro Gialloblù. "Vedo che sono tutti ragazzi davvero in gamba ed è stato un piacere per me essere qui. Quando i più piccoli ti vogliono bene, sento di aver raggiunto un obiettivo che mi riempie di gioia. Anche io, quando ero a Napoli e avevo la loro età, aspettavo con entusiasmo questi incontri." La curiosità dei giovani si è subito rivolta al calciatore Ambrosino, in particolare al significato della sua esultanza: "È nata grazie a Marco, il responsabile della sicurezza. Durante un ritiro mi ha suggerito quell'esultanza che avete visto e, da allora, l’ho adottata. Mi tratta come fossi suo figlio e gli voglio molto bene. Ho deciso di portarla avanti per lui."

Non ci sono dubbi sul gol più bello né sulle emozioni vissute all’esordio in Champions League con la maglia del Napoli, a Copenaghen. Quest’anno, sicuramente, il gol più significativo è stato quello contro il Südtirol a Bolzano. Per quanto riguarda la Champions, ero molto ansioso: non sapevo che sarei entrato in campo, non era previsto. Ma quando il mister mi ha chiamato e sono sceso in campo, ho vissuto un’esperienza indimenticabile. Ora, al Modena, mi trovo davvero bene, come già dallo scorso anno. Questo grazie ai miei compagni di squadra, alla società e a tutte le persone che fanno parte di questo ambiente. Sto bene con loro, e ai più giovani consiglio proprio questo: cercate di creare un buon gruppo e di stare bene insieme. Tra i ricordi più emozionanti c’è anche l’ingresso nel "Nido". Era un luogo che avevamo visto solo quando non era ancora completato, ma entrare lì è stato sorprendente. È davvero un centro stupendo e spero che anche voi possiate viverlo un giorno. La passione per il calcio mi è stata trasmessa da mio padre. Giocava anche lui e fin da piccolo ha cercato di avvicinarmi al calcio, uno sport che ha sempre amato. Ripensando ai giocatori affrontati e agli allenatori avuti, direi che il difensore più forte contro cui ho giocato è sicuramente Rrahmani, durante gli allenamenti al Napoli. Tra gli allenatori che mi hanno dato di più ricordo Vivarini a Catanzaro, che mi ha lanciato nel calcio professionistico. Poi c’è Antonio Conte: lavorando con lui qualcosa impari per forza. Infine, quest’anno con mister Galloppa ho instaurato un ottimo rapporto e sono certo che anche lui contribuirà alla mia crescita. Quanto al gol in rovesciata di Belotti, è qualcosa di sensazionale. Spero possa segnarne ancora altri e, perché no, che un giorno possa riuscire anch’io a fare un gol del genere. Il mio obiettivo? Segnare più gol possibile e poi tirare le somme a fine stagione per vedere come sarà andata.

Sezione: News / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 21:23
Autore: Antonio Vistocco
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